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giu 10

Scritto da: Mimmo Magistro
10/06/2010 11.49 

“Incredibile Nichi Vendola. Accusa di macelleria sociale il Governo Berlusconi quando lui, dopo aver fatto per 5 anni macelleria politica, a marzo 2010, ben prima della manovra finanziaria in itinere,  aveva cancellato lo stato sociale in Puglia per salvare la Regione dalla bancarotta. Ha dovuto prendere atto che era stato sforato il patto di stabilità sia per il 2008 e 2009. Con una differenza abissale: le sue spese faraoniche erano per l’effimero, per le oltre 500 consulenze, per i 10 milioni di euro liquidati a legali esterni, per le decine e decine di contratti Co.Co.Co., per i 200 giovani che avrebbero dovuto seguire l’attuazione dei programmi comunitari. Questi ultimi, hanno fatto ben altro, invadendo  uffici e settori,  umiliando ed emarginando i dipendenti regionali, dai dirigenti ai semplici impiegati, come opportunamente denunciato, sia dalla UIL, che dalla UGL. Una marea di gente chiamata discrezionalmente per meriti politici ed amicali tra cui, tanti  frequentatori delle “Fabbriche di Nichi”. Per non parlare dello spreco di denaro pubblico per le manie di grandezza del governatore, come il milione di euro assegnato alla mostra di Darwin che altre Regioni avevano ospitato a costo zero o come i trucchi messi in piedi da enti regionali come, ad esempio, l’APT di Foggia dove, sempre in modo clientelare, si è assunto un giovane come precario e poi – in barba a norme e leggi – lo si è stabilizzato.
La macelleria politica di Vendola – invece - è stata caratterizzata dall’atteggiamento di forte conflittualità avuto con i partiti e molti assessori che lo sostennero nel 2005, da lui umiliati ed alcuni cancellati dal panorama politico, solo per salvaguardare il suo regno.
La notizia più grave di ieri – su cui saremmo stati felici di ascoltare un suo sermone -  riguarda i dati ISTAT. Oltre 10.000 laureati pugliesi – la migliore gioventù – negli ultimi 5 anni  è andata via dalla Puglia perché la Regione ha dato spazio e fatto “campare” nani, ballerini, saltimbanchi e prestigiatori (con rispetto per il loro lavoro), anziché, finanziare e sostenere l’imprenditoria pugliese che, magari, non avrà in tasca la tessera del suo partito ma che avrebbe consentito a quei laureati di essere l’esercito dello sviluppo del territorio pugliese.”

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